Andamento vendite natalizie

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Cesena, 28 dicembre 2009
COMUNICATO STAMPA
Andamento vendite natalizie: i risultati nell’indagine del Centro Studi della Confesercenti Cesenate
“Certamente non sarà ricordato dai commercianti come un grande Natale ma viste le premesse la situazione poteva consegnare dati più preoccupanti e deludenti”. Lo dichiara il direttore della Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi, commentando la rilevazione telefonica effettuata fra il 27 e 28 dicembre fra 100 operatori commerciali del territorio cesenate volta ad indagare l’andamento delle vendite natalizie. “I dati riscontrati a consuntivo delle vendite natalizie – prosegue Gozi – confermano quelli registrati nelle previsioni dei primi giorni di dicembre, relativi alle aspettative di vendita. Appena il 5,4% dichiara vendite maggiori rispetto al 2008, il 43,8% uguali ed il 50,8% minori. Fra quelli che dichiarano minori incassi assistiamo ad una grossa concentrazione su alcune categorie merceologiche, in particolare abbigliamento e una difficoltà generalizzata degli operatori su area pubblica a causa del maltempo”. “Fra le imprese che hanno dichiarato un aumento delle vendite – spiega il direttore della Confesercenti Cesenate - il 65% ritiene che niente potrà condizionare le feste natalizie, il 21% rileva che tradizionalmente c’è una concentrazione di acquisti in questo periodo”. “Gli esercizi che hanno diminuito le vendite – continua Graziano Gozi - attribuiscono principalmente il dato alla peggiore situazione economica (75%), allo scarso potere di acquisto dei salari (19%)”. “Verificando la situazione delle diverse categorie – interviene il presidente della Confesercenti Cesenate, Armando Casabianca – abbiamo rilevato un leggero incremento di vendite nell’elettronica. Stabili le vendite per giocattoli, oreficerie, profumerie, libri, fiori, alimentari. Ha segnalato una diminuzione il settore abbigliamento, i mercati ambulanti ed un calo più limitato per agenzie viaggi, ristoranti e bar”. “Si chiude un anno – dice Casabianca – difficile per il commercio al dettaglio, dove ad una effettiva difficoltà economica delle famiglie si associa una componente psicologica. Aumentano, infatti, le preoccupazioni legate alla stabilità delle condizioni di lavoro in numerose famiglie e questo induce a ridurre i consumi”. “Per le categorie che hanno sofferto maggiormente in questa fase – conclude Casabianca – si apre ora la possibilità offerta dai saldi di fine stagione. Il 96% del campione degli intervistati ha dichiarato che inizierà i saldi già dal prossimo sabato, 2 gennaio. Una grande opportunità che molti consumatori stanno aspettando. Su questo aspetto vale la pena aggiungere che numerose attività commerciali, significativamente in aumento rispetto allo scorso anno, hanno avviato operazioni promozionali, nel rispetto della legge, prima del Natale. Tale fenomeno, aggiunto alla data di avvio ufficiale dei saldi che giunge molto presto, ha provocato l’irritazione di alcune imprese. In tempi difficili è sempre più problematico trovare soluzioni condivise da tutti gli operatori”.