Cesenatico, 21 febbraio 2010
Quale futuro per il commercio a Cesenatico?
Corriamo il rischio di ripeterci, ma dato l’argomento, l'attenzione è sempre alta e per la nostra associazione l’argomento importantissimo: in via Negrelli, nel cuore del polo alimentare già in mano alla grande distribuzione, nascerà un’altra media struttura?
La rete commerciale della nostra Città, storicamente costituita da negozi e piccoli commercianti, ha subito fortissimi danni e da tempo chiediamo un confronto con l'Amministrazione Comunale. La crisi dei consumi è solo l’ultimo anello di una lunga catena che pare avere un unico obiettivo: l’eliminazione degli esercizi di vicinato.
“I negozianti – interviene Fabrizio Albertini Presidente Confesercenti Cesenatico – in passato soffrivano la concorrenza dei commercianti di prossimità, era l’abilità del singolo imprenditore e la ricerca di prodotti più accattivanti o più vantaggiosi a fare la differenza. Oggi la concorrenza si gioca tra le diverse marche della grande distribuzione con sconti e promozioni praticabili su alti quantitativi ad esclusivo discapito delle piccole attività.”
“Questa strategia economica – continua Albertini - non porta vantaggio alcuno, ancor meno ai consumatori, l’utenza è troppo piccola, ed il danno urbanistico ed architettonico non ha pari valore di scambio.”
“L’amministrazione comunale – prosegue Albertini - crediamo debba avviare un nuovo confronto sul tema della programmazione urbanistica ed economica di Cesenatico. Nei centri storici si moltiplicano uffici e banche, utili servizi, ma privi di valore sociale, che non portano sostentamento alcuno alle nostre famiglie.” “ Questa Città – conclude Albertini – vive due stagioni, quella invernale in cui il tessuto demografico è costituito da residenti, e quella estiva in cui migliaia di turisti scelgono Cesenatico per un insieme di elementi. Tra questi la tipicità del territorio fatta anche di botteghe tradizionali e di prodotti tipici. Temo che di questo passo corriamo veramente il rischio di somigliare sempre più a qualsiasi media città dell’entroterra con gli stessi centri commerciali e le stesse insegne. Credo sia necessario avviare una seria riflessione su cosa ci aspettiamo per il futuro di Cesenatico.”








