Quale futuro per le imprese commerciali del centro storico?
Premessa: un centro storico bello ed accogliente non significa aumento della capacità di spesa da parte dei cittadini. Vale a dire che la crisi economica che coinvolge da tempo la nostra economia ed anche il settore del commercio, non può trovare la sua unica via d’uscita in un centro storico ben curato e piacevole da passeggiare. La crisi sta lasciando profondamente il segno, un sintomo evidente sono i sempre più numerosi negozi sfitti. Fra qualche anno, con la crisi alle spalle, verificheremo che il margine di guadagno delle attività commerciali si è ridotto in modo permanente e non solo in questo periodo di difficoltà dei consumi. Perché sta cambiando, in modo definitivo, l’atteggiamento dei consumatori, che non saranno più disponibili a pagare a “prezzo pieno” le merci ma cercheranno sempre le offerte che si troveranno ovunque ed in qualsiasi periodo dell’anno. Personalmente ritengo che il futuro delle imprese del centro sarà più roseo tanto più prenderà corpo la città turistica e quanto prima aprirà il nuovo e riqualificato Foro annonario. Serve, quindi, un centro storico bello, rinnovato, pulito ed ordinato. Raggiungibile con tutti i mezzi e dotato di parcheggi nelle immediate vicinanze del suo cuore. Questa parte compete agli enti pubblici, in primis all’amministrazione comunale. La nostra città è bella ed accogliente ed ha tutte le carte in regola per presentarsi ancora migliore fra qualche anno. Spetta anche alle imprese commerciali fare la propria parte per “vincere la sfida del futuro”. Innanzitutto il nuovo Foro, che dovrà essere un polo attrattivo in grado di fare da magnete: le imprese che si insedieranno dovranno interpretare il meglio della ricca tradizione enogastronomica romagnola e di tutte le nostre eccellenti produzioni. Ritengo, poi, che dovremo mettere a punto fra pubblico e privato un ricco calendario di eventi ed attrazioni per rendere appetibile una visita nella nostra città. Eliminare l’assurdo ed incomprensibile blocco del traffico del giovedì spostandolo, se serve, alla domenica. E pensare ad un calendario di domeniche di apertura delle attività commerciali (e di tutti i luoghi della cultura di Cesena) che avviene sulla base delle cose appena descritte. Va avviata una nuova discussione che deve mettere alle spalle atteggiamenti ideologici individuando il giusto equilibrio fra la consapevolezza della richiesta del consumatore e le possibilità dei commercianti. Confesercenti si pone come soggetto che intende operare a tutto campo pensando al presente ed al futuro: con una quota partecipiamo direttamente al bando del progetto di recupero del Foro annonario; da un anno abbiamo avviato la gestione dei servizi turistici del Comune di Cesena; organizziamo la più importante manifestazione (il Festival internazionale del cibo di strada) che si svolge nella nostra città. Ora è arrivato il momento di decidere come organizzare le imprese commerciali ed il funzionamento del centro della città nei prossimi anni. Siamo pronti, con le nostre idee, ad avviare il confronto.
Graziano Gozi, direttore Confesercenti Cesenate
Cesena 15 giugno 2010








