La Confesercenti interviene sulla vicenda "sfruttamento lavoratori stagionali"

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Cesenatico, 23 giugno 2010
COMUNICATO STAMPA

“Non si può criminalizzare un’intera categoria”
Il Presidente della Confesercenti, Fabrizio Albertini, interviene sulla polemica dello sfruttamento dei lavoratori in riviera

“Se ci sono delle mele marce vanno individuate e colpite, ma non si può gettare discredito a tutta la categoria degli albergatori”. Sono le parole ed il pensiero di Fabrizio Albertini, albergatore e presidente della Confesercenti di Cesenatico. “Come in tutte le professioni – sostiene Albertini – senza dubbio ci sarà chi commette errori e sono dell’idea che chi sbaglia deve pagare. Ma la grande maggioranza degli albergatori opera nel rispetto delle regole, pertanto non è giusto criminalizzare un’intera categoria”. “Il sistema turistico – prosegue il presidente della Confesercenti di Cesenatico – è il motore dell’economia locale e gli albergatori ne sono una parte fondamentale. Il nostro tessuto è sano e tuttora gli hotel sono prevalentemente di proprietà e gestiti a livello familiare. Chi opera nel settore turistico sa bene che esistono picchi in cui occorrono maggiori sacrifici, basta pensare ai fine settimana. In quei momenti è importante dare risposte adeguate ed all’altezza delle aspettative dei clienti mentre in altri periodi, quando le strutture sono meno affollate, è possibile lavorare con maggiore serenità”. “E’ bene che si sappia – continua Fabrizio Albertini – che il primo a compiere i sacrifici e a lavorare per molte ore è sempre il titolare con i propri familiari. Non accetto la rappresentazione generalizzata della nostra riviera come la località in cui si sfruttano i lavoratori senza riconoscere i loro diritti e la giusta retribuzione”. “Uno dei maggiori problemi del nostro sistema turistico – conclude il presidente della Confesercenti di Cesenatico – è dovuto alla bassa redditività che ci possiamo permettere in questa determinata fase di crisi economica. Abbiamo contenuto i prezzi di listino in presenza di un aumento dei costi fissi, sia di natura fiscale che quelli connessi al rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore. Tale situazione porta a maggiore prudenza negli investimenti e nel rinnovo delle nostre strutture che, invece, necessitano continuamente dell’aumento degli standard di accoglienza degli ospiti. Contemporaneamente la concorrenza, in particolare in certi paesi esteri, può godere di un sistema fiscale nettamente più favorevole e di un costo del lavoro enormemente più basso. E in molti casi, per davvero, è veramente ai livelli dello sfruttamento, non come da noi!”.